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Domenica, 09 Maggio 2010 23:54

Grotta del Bue Marino

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Le grotte del Bue Marino traggono il loro nome dall' appellativo in sardo della foca monaca che la frequentava. Si tratta della quinta grotta per dimensione in Italia e la prima in Sardegna, ricchissima di concrezioni, stalattiti e stalagmiti che si specchiano in numerosi laghetti.

Lungo il litorale del Golfo di Orosei, 4 km a sud di Cala Gonone, si trovano le Grotte del Bue Marino; raggingibili in barca (informazioni e biglietti presso le banchine del porto di Cala Gonone) o a piedi (vedi sezione Trekking)

Si dividono in una parte asciutta e in una attiva: quest'ultima è aperta al pubblico ed è ricchissima di concrezioni, stalattiti e stalagmiti che si specchiano nei numerosi laghetti. Sino a qualche decennio fa la grotta era famosa anche per la presenza della foca monaca, il raro mammifero pinnipede (bue marino), che vi andava a partorire.

La grotta nel dettaglio

Nel comune di Dorgali, tra Cala Fuili e Cala Luna, si apre con vari accessi a mare, il complesso carsico del Bue Marino, che con il suo sviluppo di oltre 15 km è la più lunga grotta aperta al pubblico dell'Isola, c/a 2000 mt di percorso turistico tra i due rami, sud e nord.

Questa cavità, per chi arriva dal mare con il barcone di linea, si manifesta con un ingresso maestoso, direttamente sul mare, con due colossali arcate, 3 km a Nord della spiaggia di Cala Luna.

Presenta un altro accesso da terra, a circa 4 metri slm e nel ramo nord una serie d'accessi minori talvolta sotto il livello marino.

Nella parte iniziale della cavità carsica è molto evidente l'effetto del mare sulla morfologia interna, con un ben preservato ed interessante solco di battente Tirreniano a quota + 8 m sul livello del mare, correlato ad una fascia di fori di lithophagae (Antonioli & Ferranti, 1992), ed un notevole ampliamento delle gallerie per effetto dell'iper carsismo per miscelazione dell'acqua marina con quelle dolci carsiche (Forti,-1994).

Il complesso carsico del Bue Marino è caratterizzato da due rami distinti, con caratteristiche idrogeologiche differenti, che confluiscono nella zona d'ingresso, ramo sud e ramo nord (quest'ultimo visitabile solo con autorizzazione).

Il ramo Sud

Si dirige verso il canyon della Codula Ilune ed oltrepassa la valle nella quale esistono alcuni inghiottitoi d'acqua dolce che alimentano questo ramo in occasioni di piena.ù

Tutta questa parte della cavità è caratterizzata da una galleria a sezione ogivale di dimensioni notevoli (diametro 10-15 m), il cui fondo è occupato da una lunga successione di laghi.

Dopo poco più di 3 km dal termine del percorso turistico, questa condotta, d'evidente origine freatica, continua in un sifone lungo 630 metri con una profondità massima di -32 m.

Dopo questo tratto allagato la grotta prosegue per almeno altri 2500 m sempre con dimensioni ragguardevoli e con diversi altri sifoni (Mahler, 1979; Commission Plongée Souterraine, 1982).

Lungo la galleria sono imponenti i depositi sabbiosi a componente granitica, calcareo - dolomitica e basaltica, le grandi concrezioni e i riempimenti basaltici che occludono condotte freatiche preesistenti.

Il ramo Sud rappresenta l'antico estuario sotterraneo del Complesso carsico della Codula Ilune, progressivamente abbandonato da circa 500.000 anni fa in favore della risorgenza di Cala Luna che si è sviluppata in tempi più recenti, come testimoniano le sue dimensioni più ridotte (Forti & Rossi, 1991).

Attualmente l'estuario sotterraneo del ramo Sud si riattiva soltanto saltuariamente, in occasioni di importanti piene nella Codula Ilune, e durante questi eventi eccezionali le acque all'interno della grande galleria possono risalire anche di 3-4 metri, come dimostrano i detriti vegetali lasciati dal fiume ipogeo sul sentiero del ramo turistico.

In periodi di magra invece, le acque marine entrano dentro la cavità per i primi 800 metri circa del percorso turistico, fino ad uno sbarramento calcitico che determina un gradino con cascata, oltre il quale le acque rimangono dolci. (Zerbini,1970).

Il ramo Nord

Si dirige verso il canyon carsico della Codula Fuili, ed una volta raggiunto ed attraversato, prosegue in direzione Ovest verso la grande dolina di Barisone (Fancello et al., 1994). Presenta una successione di 41 sifoni lungo una grande galleria per lo più sommersa, esplorata per una lunghezza complessiva di oltre 7 km (Hovorka & Benisek, 1991; Slezak, 1992; 1993; Hovorka, 1993).

La profondità massima raggiunta è di - 33 m e lungo tutto il ramo sono presenti concrezioni. Il ramo nord è perennemente attivo, con una portata che varia dai 40 l/s in magra a qualche m3/s in periodi di piena. In tutta la grotta è stato sempre osservato uno strato d'acqua dolce dello spessore metrico, più leggero, che scorre al di sopra di acque salmastre e salate.

Questo fiume trova origine da quattro sorgenti sotterranee, tre dolci ed una salmastra, ad una distanza lineare di quasi 2 km dalla linea di costa.

Durante le piene del fiume tutta la galleria è totalmente allagata da acque essenzialmente dolci provenienti dall'esteso circuito carsico.

Le analisi fisiche e chimiche eseguite sulle acque in questo ramo, (Rivolta, 1993) hanno mostrato che fino a 1500 metri dall'ingresso (sifone 16) queste mantengono un'elevata salinità (conducibilità intorno ai 10.000 m S/cm), testimoniando una connessione con il mare attraverso condotti e reti di fratture ignote.

Dopo tale sifone un dislivello positivo di 3 metri, con relativa cascata, sbarra la strada alle acque marine e immediatamente la conducibilità scende a valori di 700 m S/cm.

In seguito, andando sempre più a monte, tale valore tende a salire progressivamente a causa della sorgente salmastra che si trova in uno delle diramazioni più a monte che deriverebbe da una miscelazione di acque marine ed acque carsiche nella proporzione di 1 a 4.

Ciò dimostra che esistono delle gallerie non esplorate che mettono in comunicazione il mare con il sistema carsico anche a distanze di oltre 2 km in linea d'aria. (De Waele & Forti, 2002).

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Informazioni aggiuntive

  • Latitudine: 40.24675
  • Longitudine: 9.6229
Letto 22179 volte Ultima modifica il Lunedì, 17 Marzo 2014 12:59

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La grotta del Bue Marino di Antonello Cau
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