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Giovedì, 10 Giugno 2010 15:00

Fauna del Supramonte

Il Supramonte presenta specie rare in Sardegna quali il muflone, la martora, il topo quercino. Qui sono stati reintrodotti, dopo la scomparsa in natura, cervi sardi e daini. L’avifauna annovera quasi cento specie nidificanti (poiane, gheppi, acquile relae, astore); anfibi, rettili e insetti, con la rara farfalla Papilio hospiton; invertebrati degli ambienti di grotta e la foca monaca, che ha dato il nome alla Grotta del Bue Marino ed i cui avvistamenti nelle acque del Golfo di Orosei sono sempre più rari.

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Giovedì, 10 Giugno 2010 14:57

Flora del Supramonte

Nel Supramonte dominano le foreste di leccio, autentici santuari della natura. In alcune località come la foresta primaria di sas Baddes, unica in Italia, è possibile trovare specie arboree spontanee come il leccio, il tasso, il ginepro, l'agrifoglio.

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Giovedì, 10 Giugno 2010 14:56

Supramonte

Un tempio consacrato a chi ama la natura
Il Supramonte (in sardo Supramònte) è una catena di montagne e di altopiani carbonatici (calcari e dolomie del mesozoico) che occupano la parte nord-occidentale del Golfo di Orosei. E' diviso in due parti dalla Strada Statale 125 Orientale Sarda che segna il confine ideale il Supramonte Montano ed il Supramonte Marino.
Ricco di acque sotterranee e caratterizzato da un paesaggio tormentato e selvaggio, si estende per circa 35.000 ha occupando oltre al territorio del comune di Dorgali quelli di Oliena, Orgosolo, Urzulei e Baunei.
E' delimitato a nord dal corso del fiume Cedrino e - verso meridione - dal corso del rio Olai.

Il massiccio ha altezza media è di circa 900 m s.l.m., i suoi altopiani carsici sono stati scavati da fiumi che hanno creato uno spettacolare concentrato di gole e voragini.
Oggi questi fiumi non sono più presenti in superficie ma vanno ad alimentare una fitta idrologia sotterranea che ha formato grotte come quelle del Bue Marino o risorgive come Su Gologone.

Tra le aree più belle da visitare: il Supramonte di Orgosolo, nel quale sopravvivono lecci ultrasecolari (Foresta Demaniale Montes); la sorgente carsica di Su Gologone, la più importante della Sardegna; il canyon di Su Gorropu, il più profondo d’Europa, con pareti alte sino a 450 m; la dolina di Su Suercone, immenso inghiottitoio che include una stazione di tassi secolari, cavità e voragini; le grotte Su Bentu e Sa Oche, estese per circa 15 km e naturalmente il golfo di Orosei con le sue scenografiche pareti calcaree a falesia, le sue grotte ed incantevoli calette.

L’area, in particolare il Supramonte di Oliena e il Lanaittu, conserva importanti siti archeologici: la grotta Corbeddu, che ha restituito i più antichi resti ossei della Sardegna (paleolitico inferiore); il villaggio nuragico del Monte Tiscali, quasi intatto nel profondo di una dolina, e quello di Sa Sedda ‘e Sos Carros, cui è annessa un’ area sacra. Risalgono al neolitico i graffiti rupestri della grotta del Bue Marino, ma abbondano nel restante territorio i monumenti prenuragici (domus de janas, dolmen, menhir) e nuragici (nuraghi, villaggi, santuari, tombe dei giganti).

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